Hong Kong

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Giorno 6.

Sembra Cina, ma non e’. Piuttosto una sorta di Vaticano laico, per come e’ contenuta politicamente all’interno del gigante asiatico. Solo che qui, l’unico dio che viene venerato e’ il denaro, le cattedrali sono grattacieli alti 200 metri scintillanti di luci psichedeliche ed i cardinali sono i ricchi uomini d’affari che dall’alto dei propri uffici lanciano i prodotti di multinazionali assortite alla conquista dell’Asia, e soprattutto di quel grande mercato in continua espansione che si chiama Cina.

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Ad Hong Kong tutto e’ business, e la felicita’ di una persona si misura in HK Dollars. E’ anche una citta’ affascinante e bellissima, con le sue due anime, quella “occidentale”, la penisola di Hong Kong propriamente detta, e quella “cinese”, la penisola di Kowloon, che si fronteggiano e si annusano reciprocamente, separate da uno stretto braccio di mare, attraversabile in battello o in metropolitana in pochi minuti. E’ il posto migliore per ottenere un visto cinese, per meno di 50 euro te ne danno uno valido 3 mesi, in mezza giornata lavorativa. E’ anche un paradiso gastronomico, in cui sono degnamente rappresentati tutti i vari tipi di cucina regionale cinese ed internazionale. Basta sognarsi un piatto, e trovi qualcuno che te lo cucina a pochi isolati di distanza. 8 milioni di persone vivono in questo formicaio luccicante, grande pochi kilometri quadrati, ma il caos non regna sovrano, anzi! I trasporti pubblici sono super efficienti, i marciapiedi sono puliti ed il traffico sotto controllo. Il lusso trasuda da ogni poro della citta’, ed i grandi marchi internazionali fanno a gara per accaparrarsi i negozi piu’ prestigiosi. Di sera, il quartiere centrale di SoHo diventa un party a cielo aperto, in cui i locali si susseguono senza sosta uno a ridosso dell’altro, ed i giovani espatriati passano la notte tra cocktail da 10 euro il bicchiere e bellissime donne cinesi, dalla pelle di porcellana.20120909-103644.jpg20121213-223417.jpg

Noi attraversiamo la metropoli come degli straccioni sudati, a causa dei 34 gradi e dell’umidita’ al 90%, ma consapevoli di volare due spanne sopra alle preoccupazioni mondane di chi ci sta intorno. Siamo indubbiamente i peggio piazzati, con il nostro look da turista un po’ naif (se si escludono naturalmente i bolliti di turno, che ad Hong Kong sembrano indossare tutti un gilerino modello cacciatore, inevitabilmente di colore beige). Passiamo le giornate camminando senza meta, con il naso all’insu’ per osservare i grattacieli che per gran parte del tempo oscurano quel poco di sole che filtra attraverso le nuvole dell’estate tropicale. Di tanto in tanto la fame ci conduce in un negozio di Dim Sum, meglio conosciuti in Italia come ravioli al vapore, solo che qui sono buonissimi e la carne, le verdure ed il pesce con cui sono preparati sono davvero carne, verdure e pesce, non qualche strano intruglio di bambini cinesi o gatti italiani polverizzati come dalle nostre parti.

Tutti sono socievoli e disponibili, perché in un’economia in superespansione c’e posto per tutti e tanto vale scambiarsi idee e consigli. Appena usciti dall’aeroporto saliamo su un autobus del centro, dove un colletto bianco troppo loquace per le nostre abitudini ci da alcune indicazioni sulla strada da seguire e soprattutto si raccomanda di non spaventarci del primo impatto che può dare la città.. ci fa quasi sorridere, poi guardiamo il suo porta p.c. di Prada, la sua camicia inamidata e capiamo che probabilmente lui non e’ mai sbarcato a Delhi alle quattro del mattino e non sa quanto può essere spaventoso.

La nostra sistemazione e’ comunque eccellente, dato che siamo ospiti a casa della nostra amica Fabienne. Vive con suo marito Seb, vero parigino al cento per cento e le due figlie dai riccioli rossi come lei: Elisa, due anni e mezzo, che al mattino prende il bus da sola per andare all’asilo, parla italiano, francese ed inglese, ed ora sta iniziando anche con il cinese, e Charlotte, uno scricciolo di sei mesi con corde vocali da soprano, non si fida di noi due sconosciuti e non intende cambiare idea. La casa dove abitano e’ a Stanley Beach, sul lato sud dell’isola, a pochi passi dalla spiaggia. Sembrerebbe quasi la Liguria per via della costa rocciosa e frastagliata, se non fosse che la macchia mediterranea e’ sostituita da alberi di frangipane, eucalipto ed altre specie vegetali che non so identificare, ma che ad Albenga non ci sono, ne sono sicuro. Abbiamo una stanza grande, lenzuola pulite ed un bagno privato, pero’ immagino sia meglio non abituarsi troppo bene, credo che questa sia una delle ultime volte in cui queste tre condizioni si verifichino contemporaneamente.

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Domani sera si parte per Zhangjiajie, nella sperduta provincia dello Hunan, Cina centrale, passando per Guangzhou (meglio nota in Italia come Canton, patria del famoso riso….). Ci aspetta una notte di treno, classe hard sleepers….non sappiamo bene cosa voglia dire, ma immagino che non sia propriamente l’Orient Express…..

F e G

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  1. Che bello seguire passo passo il vostro viaggio, mi sembra di leggere un libro ma questa volta i protagonisti sono reali…..grazie…..
    um bacio grande……Miky Hieu si è voluto firmare…..

    • Ciao Micky.. Non ti ho ancora potuto ringraziare del bellissimo biglietto, ma soprattutto di aver trovato il tempo di venire quella sera.. Ti abbraccio forte e dai un bacio a quel bambino meraviglioso!!

  2. Fantastico quello che avete scritto su HK e su di noi, non ero ancora riuscita a leggerlo.
    Ripeto e’ fantastico questo viaggio che state facendo e ci fate sognare …
    Bon voyage mes amis!!

    • Grazie Fabi….ci piacerebbe aggiungere una foto della tua famiglia sul blog, possiamo prenderne una dal tuo profilo facebook? Oppure se ne hai una tu da mandarci con tutti e 4, inviamela per email!
      Ciao e grazie ancora di tutto!

  3. Pingback: Cina – Informazioni Pratiche « Animeprave

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