Nel Deserto del Gobi

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Giorno 21.

Dunhuang e’ un’oasi in pieno deserto dove il cotone e’ coltivato in batuffoli di zucchero. Qui si incrociava la Via della Seta, l’ antica rotta dal fascino esotico che da bambina immaginavo percorsa da turbanti e flauti magici. Quando ancora credevo che la seta crescesse sugli alberi. Oggi è’ una nota stazione sciistica dove migliaia di turisti cinesi risalgono le dune con skilift di cammelli e le discendono col bob. Non c’è’ nemmeno il sandsurfing… nessuno pare saper di cosa si tratta.

Ci sistemiamo in ostello dove una pecora sgozzata ci attende all’ingresso. Sembra di stare in campeggio, con i bungalow di lamiera in mezzo agli alberi ed il fuoco centrale. Adesso abbiamo degli amici cinesi, conosciuti sul treno, con cui dividiamo la stessa gelida stanzetta: Ivone, lavora in radio ed ha un fidanzato inglese che la tempesta di telefonate, il gelosissimo William, Iris, avere trent’anni e dimostrarne venti, parla meno ma e’ minuta e gentile, e Water Water King, questa la traduzione del suo nome in inglese, ha fatto per cinque anni il soldato ed ora si è’ preso una pausa, con lui comunichiamo soprattutto a gesti. Sono simpatici e socievoli, e si prendono cura di noi che come al solito non capiamo una mazza.

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Il gruppo presto si arricchisce dei nuovi personaggi che popolano l’ostello: Sahala, Zoe, Momoko, Sam, Danny, Giuliin… I giovani cinesi sono davvero intraprendenti, viaggiano da soli anche per diversi mesi attraverso il loro paese e le amicizie si legano lungo il percorso, in una stimolante, e promiscua, altalena di compagnie che cambiano di luogo in luogo. Condivideremo insieme l’idea di un ricco barbecue notturno, naufragato in una pessima organizzazione, in cui si praticherà una dieta prevalentemente liquida a base di birra cinese e costosissimo vino al metanolo, cibo freddo piccante e una coscia di pecora molto, ma molto, al sangue… e dove io mi sfamerò a patate dolci.

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Un deserto basso e freddo circonda Dunhuang, dove i cespugli rotolano nella landa pietrosa. La città si appoggia ad ovest ad una corona di montagne di sabbia dorata che da questo punto si estende per oltre quaranta chilometri, in una suggestiva sequenza di morbide dune immacolate che sfiorano i mille metri. Il clima e’ secco, il sole caldo e l’aria fresca di giorno diventa gelida la notte. Un vento di sabbia irrita gli occhi, attraversa i vestiti, si infila nelle camere, ma soprattuto pietrifica i capelli…

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L’escursione nel deserto condotta dai nostri nuovi amici, si trasforma in un interessante studio sociologico del turista cinese. Inguaribile romantico desidera rotolarsi nella sabbia con la fidanzata, che però timidamente teme le ripide discese e preferisce non sporcarsi. Il nostro ostello e’ proprio accanto al sito principale dove le dune custodiscono un laghetto verde e melmoso, che imperversa nelle foto ricordo della città. Tutti vogliono salire nello stesso punto panoramico e tutti aspettano il tramonto per farlo. Carovane avide intercettano i turisti che arrancano nella sabbia, in una scia di merda di cammello. Tutti indossano foulard e mascherine contro i temibili raggi del torrido sole, e sopra le scarpe calzari di stoffa arancione fosforescente, per proteggersi dalla sabbia rovente e rendersi visibili a chilometri di distanza. Nel traffico del deserto, semaforo rosso cammelli fermi, semaforo verde cammelli avanti. Tutti in fila ovviamente, legati tra loro. Non esiste libertà di movimento. E per vedere il tramonto sul lago si paga il biglietto, 120 Yuan, perché il deserto in questo punto l’hanno cintato e trasformato in grottesco bazar dei divertimenti.

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All’ombra di un edificio che ci nasconde dalla vista del guardiano, scavalchiamo il muro di cinta, senza pagare. Raggiungiamo la cima a piedi, faticando, nella luce limpida del sole al tramonto. Saltiamo dalle dune intinte nel melone, scalzi e con i capelli al vento. La brezza ci sfiora mentre rotoliamo nella sabbia tiepida, senza paura della polvere. E dalla cima più alta ci tuffiamo giù in una corsa a perdifiato che sembra di volare. Sotto gli occhi esterrefatti di chi ci sta intorno.

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  1. Ciao cari, complimenti per il bellissimo articolo, il vostro viaggio mi affascina! Quasi quasi se mi segue mia moglie, molliamo tutto e vi raggiungiamo in bici!!

  2. …..noto,Giuli,che questa volta non ti sei trovata con il culo di fuori x lo strappo nei pantaloni x i salti!!!!vi muovete molto velocemente x questa Cina!!!!!bravi!!!!tanto bene

  3. è sempre bello leggere le vostre avventure, io e Silvia le seguiamo come fossero una serie tv. Bravi ragazzi continuate così, noi siamo tutti lì con voi……

    • Grazie per l’appoggio…più ci seguite e più ci viene voglia di scrivere e di condividere la nostra avventura
      Date un grosso abbraccio a Bea e Ricky da parte nostra!!!!

      P.s. Marco, verificami la situazione della Volkswagen Santana!!!

  4. spettacolo di posti e voi spettacolari! Volkswagen Santana? che roba è? io sono dell’era arcaica ma non ne ho mai sentito parlare…besitos a los dos Avidani

  5. Pingback: Cina – Informazioni Pratiche « Animeprave

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