Le piscine dei puffi

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Giorno 42.

Condividiamo un taxi con due olandesi stagionati che come noi vogliono visitare il Parco Naturale di Huanglong. Superiamo un passo a 4600 e non siamo mai stati così vicini al cielo. Il paesaggio e’ avvolto nella foschia mattutina e i picchi di roccia, quasi dolomitici, contrastano con la neve fresca della notte.

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Arriviamo appena poco prima dell’orda di cinesi, sorpassata durante la salita mentre caracollavano sui loro megabus turistici. Non compriamo il biglietto della cabinovia che porta fino in cima, perché preferiamo camminare e conquistarci poco a poco il panorama. Una buona scelta, perché il sentiero e’ praticamente deserto, la luce splendida del mattino illumina le pozze colorate dove l’acqua si raccoglie in un’armoniosa sequenza di piccole cascate d’oro e di smeraldo. Il ruscello scorre su un letto di travertino che gli conferisce l’aspetto di una morbida distesa di sabbia dorata. L’acqua e’ ghiacciata e limpidissima, nelle pozze si riflettono i colori della vegetazione autunnale che ci circonda e delle montagne imbiancate. Il sentiero si snoda su passerelle di legno che risalgono il centro del ruscello, nel suono rilassante dell’acqua che ride, permettendoci di stare nel mezzo di quest’oasi di pace. Arrivati in cima invece ci aspetta il solito delirio. I milioni di visitatori risaliti in cabinovia accalcano i pontili, sgomitando per scattare una foto in prima linea. Almeno questa volta abbiamo già avuto il nostro momento di gloria. Ci sediamo su un pontile con le gambe a penzoloni davanti al panorama migliore, pronti ad attaccare il nostro pranzo, quando una donna di mezz’età ci rimbrotta, vuole scattare una foto proprio dal luogo prescelto per il nostro picnic…per fortuna neanche l’imbecille di turno potrà distoglierci dall’estasi visiva, perché noi la ignoriamo e, fingendo di non capire, ci mangiamo un uovo sodo….

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  1. Immagini da favola che credevo di poter trovare solo su atlanti geografici, enciclopedie o libri di scienze naturali….penso dunque a che bella cosa sia per voi il godere questi panorami, “dal vivo”!
    Oggi siamo stati a pranzo in famiglia da Silvio e Liss…abbiamo parlato di voi e c’era un velo di commozione ed emozione nei discorsi…Ho detto a Liss che sarebbe ottimo far diventare queste pagine un libro…affascinante, vivo, vero e colto! Quando tornerete (se tornerete) mi piacerebbe che veniste, come ospiti, a fare una serata di narrazione del viaggio, nella Bottega delle Idee, mio centro culturale, sala da the e di conversazione e incontro! Sarebbe una genialata!
    Ho lasciato a Liss alcune fotografie del vostro matrimonio, spunti che ho raccolto qua e là e stampato; le ho chiesto di portarle a mamma Renata…solo un piccolo dono: il ricordo di una bellissima giornata,per noi indimenticabile!
    Ciao ragazzi! Fateci ancora sognare con il vostro capolavoro di blog…. 😉
    Flora

    • Devo ammettere che le foto sono tutto merito di Fede.. Io lo costringo ogni tanto a mettermi come comparsa su qualche sfondo mozzafiato.. Certamente verremo volentieri al tuo circolo culturale a raccontare le nostre avventure.. E grazie mille per le foto, se le dai a Renata sarà sicuramente contenta.. Un abbraccio e saluti ai nostri gemelli, perché riusciamo a sentirci poco..

  2. Ciao Avidani, lo so che state bene. Si percepisce dalle vostre parole. dalle vs. narrazioni di un mondo che cerca di condividere la sacralità del suo tempo con l’imbecillità di un tempo parallelo che non è suo. Ma questa contraddizione che voi raccogliete e ci trasmettete attraverso le vs. storie è il più bel messaggio che potete inviarci dall’etere. Quanto freddo fa? Giulia, anche per chi come voi è allenato alla montagna, trovi faticoso rimanere tanti giorni a quelle altidutini, oppure ci si può lentamente abituare?Ciao. Paola

    • Ciao Paoletta.. Cerchiamo di descrivere al meglio le situazioni a volte paradossali in cui incappiamo quasi quotidianamente, generate da un’imbecillità che, come dici giustamente tu, non dovrebbe appartenere a questi luoghi.. Il freddo adesso e’ sopportabile, sono quasi passati gli strascichi di monsone che abbassavano le temperature, ma l’altitudine resta una fatica quotidiana.. Le vecchiette ci superano in salita e noi sbuffiamo di continuo.. Io vado un po’ meglio, mentre fede fatica di più.. Ma sai il suo cervello e’ troppo sofisticato e fatica a funzionare quando l’ossigeno scarseggia.. Adesso si cura con medicine cinesi al gusto di Jaegermaister e pare che siano miracolose, almeno lui lo crede.. A parte un po’ di mal di testa comunque piano piano ci si abitua..

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