Senza fretta…

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Giorno 70.

La donna grassa sul sedile accanto a me si dorme addosso mentre la testa le ciondola da tutte le parti. Non sarebbe nulla se con quel grosso cappello di paglia a tesa larga non continuasse a graffiarmi il braccio. La sua bicicletta occupa già quasi tutto l’abitacolo del moto taxi su cui siamo stipate, e lei traborda sul sedile. Tra un sogno onirico e l’altro scrive un messaggino, attraverso enormi occhiali neri all’ultima moda. La poveretta deve essere uscita stamattina per un’allegra escursione sul lago, con tanto di pranzo al sacco nel cestino della bici, senza farcela a rientrare, forse vittima di un picco glicemico da eccesso di zuccheri e carboidrati. Veniamo intercettati dall’autista sulla via di casa, disidratati. Indossa stranamente un completo grigio lucido, quasi metallizzato, di sicuro troppo elegante per l’occasione. Ci offre la corsa ad un prezzo stracciato, ma Fede si deve appollaiare accanto a lui su una sbarra laterale saldata alla meglio con una chiappa dentro ed una fuori ed i piedi che penzolano sull’asfalto. Io invece mi faccio stritolare tra la bici rosa e la donna panda.

Il lago di Dali e’ un’affascinante pozza super inquinata dove i rifiuti galleggiano liberi, in uno scenario piuttosto suggestivo. Intorno campi a scacchi si susseguono fino alle pendici della catena di montagne brune che si erge ripida ed improvvisa, come un’immane onda anomala che proietta la sua ombra sulla sponda occidentale. Abbandonata la malsana idea di noleggiare una bici, partiamo di mattina presto con il bus, alla volta del mercato di Shaping, sulla punta settentrionale del lago. Un’esplosione di donne tribali con aureola in gommapiuma colorata ci viene incontro. Me ne provo subito una. Tra tuberi e insalata ritroviamo anche un nostro vecchio amico: non si sa per quale ragione, ma qui si vendono mastini tibetani.

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Sulla via del ritorno lasciamo la strada principale, che scorre trafficata a qualche chilometro dalla riva, per costeggiare il lago sulla pista ciclabile che ne segue il perimetro per oltre cento chilometri. Decidiamo di camminare se possibile fino a Dali, attraversando campi, boschetti di eucalipti e villaggi di pescatori. La passeggiata e’ rilassante per gli occhi e per la mente, sotto un sole brillante, appena temperato da una brezza acquosa e umida che dal lago soffia odor di pesce e di alghe. Cantiamo i Ricchi e Poveri e ci sentiamo quasi al mare, ma continuiamo a non magiare pesce.

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Famiglie di pescatori tirano le reti da cui estraggono, a colpi di battipanni, pesciolini bianchi senza squame e senza pinne, vischiosi come trofie scotte senza pesto. Donne braccianti dalle vesti blu sporche di terra, pranzano a spaghetti freddi sotto enormi cappelli di paglia per proteggersi dal sole, siedono accucciate nell’erba in allegri gruppetti chiacchierini. Ma gli uomini dove sono finiti?

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In un villaggio fantasma nella calura del primo pomeriggio, due anziane signore sono rimaste chiuse dentro casa. Le sentiamo chiamare aiuto mentre scuotono la porta dall’interno. Le chiavi penzolano fuori nella toppa. Nella nostra buona azione quotidiana, diamo un giro di chiave e due facce rugose, come anelli d’albero, sbucano fuori sorridendo divertite alla vista dei buon samaritani vestiti da stranieri. Stremati dalla sete e ancora molto lontani dal paese, meditiamo che avremmo forse dovuto chieder loro un po’ d’acqua in cambio della libertà, ma per fortuna in lontananza il moto taxi della donna panda sta rombando nella nostra direzione…

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      • Abbinamento con la prof. Lalla pereftto e calzante! 😀 😀 😀 😀 ( la prof dei 7 colori, ogni giorno della settimana un colore di rossetto diverso e cappellini a manetta…ma parliamo della stessa persona, vero?) …bye

  1. Ciao Avidani, sono tornata dal Laos e Cambogia. Sono frastornata da immagini, ancora troppo vive e troppo diverse per poter essere afferrate e assimilate. Ma che posti incredibili ho visto e vissuto. In laos ho conosciuto Francesco, di cui ho i dati e il suo sito per contattarlo, se vi interessa. E’ un ragazzo di Napoli che quattro anni fa partì per il Laos con 100 dollari in tasca per andare ad aiutare quel popolo dopo averne visitato il paese ed essersi improvvisato con qualche lavoro per sopravvivere. oggi vive a Vientiane, in una casa in affitto alla periferia della città, con una fidanzata laotiana, un cane che si ciba delle galline dei vicini e che lo ha costretto acostruire una palizzata di legno per evitare che il il suo fido scappi e produca danni e qualche gatto;ha una sua agenzia che gli permette di lavorare per il turismo come guida, di organizzare trekking nelle parti più delicate ed estreme del paese, di occuparsi di sicurezza e logistica per eventi turistici (ha collaborato anche per il meeting economico che si è tenuto a Vientiane ai primi di novembre al quale hanno partecipato tutti i paesi asiatici ed europei). Lavora per aiutare le persone chesono rimaste menomate dallo scoppio degli ordigni inesplosi ancora presenti in gran parte del territorio laotiano(una guerra segreta d’indocina di cui pochi conoscono il dramma che si scatenò in quel paese contemporaneamente alle guerre cambogiane). Potrebbe essere un appoggio in più per qualunque evenienza. A Vientiane ci sono solo una ventina di Italiani .
    Continuo a leggervi e a sognare con voi. Cara Houston, hai un magnifico bidè colorato in testa degno della Barbero Lalla! Ciao a tutti e due

    • Ciao Paoletta!! Allora siete stati bene, sono contenta. Hai dovuto legare lo zio Mauro prima che si spogliasse di tutti i suoi bene a favore dei bambini laotiani? Mandami pure il contatto di Francesco sulla mia mail, sicuramente può farci comodo! L’indirizzo e’ giuligraz@gmail.com . Stiamo incontrando un sacco di persone interessanti che hanno cambiato la loro vita facendo le scelte più disparate. Ogni giorno e’ una scoperta! Che tempo avete trovato in Laos? Seguiamo sempre le previsioni e abbiamo visto che c’è ancora uno strascico di monsone che imperversa al sud.. Ti abbraccio tanto.
      Ps. Se ti piace il bidè colorato te ne mando uno, sto facendo un pacco da spedire in Italia!!!

      • Mi piace di più il berretto tibetano che hai comperato dopo esserti fracassata la capoccia. Il tempo in Laos è umidissimo; roba da muschio nelle mutande. Ho beccato la coda del monsone mentre stavo salendo alla grotta dei mille budda sul Mekong vicino Luang Prabang..Durata: un’ora circa. Per il resto tempo soleggiato con temperature intorno ai 35 gradi di massima durante il giorno, mentre in serata intorno ai 22 di minima. Sempre con il muschio però. Non perdetevi la Piana delle giare.ma la magia è il fiume Mekong che scandisce il ritmo degli abitanti di decine di villaggi che si affacciano sul suo percorso. Ci si lava, si fa il bucato, si utilizza il suo limoper coltivare quando il livello delle acque si abbassa durante la stagione secca , i bambini sguazzano nudi e giocano nelle sue acque di un eterno colore fangoso. Ma è al mattino che il fiume esprime tutta la sua magia, all’alba, quando non esiste un confine fra il livello dell’acqua, l’orizzonte e la giungla che digrada verso le rive perchè tutto sfuma in una nebbiolina turchina. Questa immagine accompagnerà per sempre il suo ricordo. Vi mando i riferimenti per contattare Francescosulla mail. Gli ho parlato di voi: digli che sei un’amica di Paola che è stata in Laos agli inizi di novembre con il gruppo di Ellero. Ciao.

      • Grazie Paola, pensiamo di tornare in Laos anche se eravamo già stati alcuni anni fa, ma la piana delle giare per esempio non l’avevamo vista e questa volta non la vogliamo perdere..

  2. Pingback: Cina – Informazioni Pratiche « Animeprave

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