Una rotonda sul riso

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Giorno 74.

Usciamo di casa alle sei e mezza, quando il villaggio ancora dorme avvolto nel buio. Risaliamo il sentiero tra gli alberi che ci condurrà fino al punto panoramico abusivo, perché per l’ennesima volta non abbiamo pagato il biglietto. Dal mondo delle ombre un lieve chiarore inizia a sfuggire. Il cielo e’ nuvoloso e la nebbia ci rotola in faccia scivolando giù dalla montagna. Respiriamo acqua e un profumo di terra morbida e di erba fresca, appena tagliata. È un’alba fredda dal colore metallico. La luce lentamente scivola verso il basso, sotto di noi, fino a colpire le pozze d’acqua assopite, riempiendole di riflessi come i frammenti di uno specchio. Milioni di mezzelune lucenti, modellate nel fango da un gigante bambino che ha costruito gradini nel fianco della montagna.

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Le risaie di Yuanyang sono immerse in uno scenario che toglie il fiato, costruite dal popolo Hani durante gli ultimi mille anni. Bighelloniamo tutto il giorno di villaggio in villaggio attraverso le terrazze, insieme ai nostri nuovi amici: Benito, ex dipendente della versione spagnola della Pricewatherhouse Coopers, in viaggio verso la Nuova Zelanda, dove a giugno inizierà l’avventura di un anno di working holiday, Antonio, un folletto spagnolo ex pompiere dallo stile neo hippy, vive girando l’Asia da tre anni lavorando qua e la come massaggiatore, e la neo fidanzata Xiao Lei, simpatica cinese con le treccine, dai tratti decisamente sudamericani. Il buonumore ci accompagna mentre siamo alla ricerca del fantomatico mushroom village, che i ragazzi danesi partiti stamattina, in una settimana non sono riusciti a trovare. Seguiamo la mappa del tesoro indicataci dalla proprietaria della guesthouse, una bella signora di etnia Hani che indossa vecchie monete al posto dei bottoni, sulle tradizionali casacche blu.

Il maiale regna sovrano sulle risaie. Camminiamo leggeri attraverso le terrazze sui sottili sentieri di fango che separano le varie pozze, argini pericolanti per piccoli specchi d’acqua in perenne movimento, a cascata l’uno sull’altro. Ma la caduta del giovin signore e’ in agguato. Un argine cede sotto il dolce peso di Fede che, leggiadro come un bronzo di Riace, affonda con un piede fino al ginocchio nell’acqua fangosa, tra le risate generali. Per dimostrare di essere superiore al colpo subito, inizia sportivamente a correre e, giunto alla fine del sentiero, prende la discutibilissima decisione di saltare su quello sottostante, nel tentativo di dare una brillante prova atletica che dovrebbe cancellare l’onta subita. Inutile dire come va a finire, il terreno sprofonda nuovamente sotto di lui, facendolo piombare con il culo per terra e le gambe a mollo una seconda volta. Una maschera di fango. Due donne ridono, spettatrici lontane, chissà quanti turistoni vedono finire a bagno ogni anno…

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Poi d’improvviso ci ritroviamo nel villaggio dei Puffi, nell’incantata città dove le case di fango sembrano davvero funghi e c’è pure il mulino. I bambini ci sbirciano impauriti dalle finestre, ma noi gli strappiamo un sorriso a suon di biscotti e uvetta. Una vecchia mezza nuda convince Antonio a massaggiarle il braccio, dolorante dopo una caduta. Fede cerca di ripulirsi alla meglio in una fontana, mentre un gallo prende il sole sull’uscio di casa. La donna ha la spalla lussata e Antonio può far poco per lei, che si consola in fretta chiedendoci un po’ di soldi. Lo zaino di Benito intanto cade nel ruscello. Un uomo ed il suo bufalo stanno arando nel fango, mentre la moglie lo assiste col cestino del pranzo. Abbiamo appena letto “Vivere” di Yu Hua e quest’immagine quasi ci commuove. Un cactus solitario cresce tra la paglia, sopra il tetto di una casa.

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  1. Mi colpisce la penultima fotografia…mi ricordo di racconti sul lavoro nei campi quando, d’estate da bambina, andavo al paese da mio nonno e mi perdevo ad ascoltare come lui, da bambino, accanto a suo padre nei primi ‘900, dissodava la terra…bue e aratro, una enorme fatica!
    Sono immagini di una realtà che ci riporta tanto lontano nel tempo….

    • Il libro Vivere di Yu Hua narra la storia di un contadino cinese che affronta il lavoro, la vita e la morte.. È quest’immagine ce l’ha ricordato.. È un racconto intenso e toccante, lo consigliamo a tutti!!!

  2. Pingback: Cina – Informazioni Pratiche « Animeprave

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