Quasi la fine del mondo

Standard

Giorno 110.

È il 21 dicembre 2012, la fine del mondo secondo i Maya si abbatterà su di noi entro il calar del sole. Decidiamo senza appello che e’ giunto il momento di esorcizzare la temuta escursione in motorino. In fondo oggi o mai più. La nostra inabilità come centauri e’ nota ai più, ma dopo aver provato a visitare uno dei siti della Piana delle Giare con una gazzella senza cambio, siamo costretti a capitolare. Stamattina concordiamo il prezzo di uno scooter automatico, perché dover pure imparare a cambiare marcia al primo tentativo ci sembra anche troppo. Scegliamo tra tutti quello rosa, lo stilosissimo motorino di Barbie.

20121227-215041.jpg

Dopo la prova in kayak, e’ giunto il momento di un nuovo battesimo del fuoco: Fede parte da solo per un giro di ricognizione, sotto gli occhi preoccupati del titolare che deve aver capito che qualcosa non quadra. Forse il fatto di non esser riuscito nemmeno a metterlo in moto, deve aver rappresentato per lui un chiaro segno dell’inesperienza del pilota. Dopo mezz’ora torna a prendermi, illeso. Mi allaccio il casco e mi siedo dietro, pronta al mio destino come un tacchino a Natale. Abbiamo qualche incertezza in fase di decollo, Fede striscia i piedi parecchio prima di sollevarli, ma una volta partiti riusciamo a stare in sella.

Geograficamente simile al buco di una ciambella, parole testuali della guida, la Piana delle Giare e’ uno dei siti archeologici preistorici più importanti di tutto il sud est asiatico. In una prateria circondata da montagne, giacciono centinaia di questi monoliti, sparpagliati in piccoli gruppetti, scavati in massi di granito dalle dimensioni impressionanti, le cui origini restano tutt’oggi avvolte nel mistero. Secondo il mito, le giare erano usate come anfore dai leggendari giganti guerrieri che popolavano la piana. In esse veniva conservato una specie di liquore casereccio, ancora oggi largamente diffuso tra i locali che amano considerarsi i loro discendenti. In pratica erano degli enormi boccali di birra: storia alquanto affascinante, se non fosse che i laotiani vincono il premio come popolo più basso di statura in tutta l’Asia… Più realisticamente, secondo gli archeologi si tratta di antiche urne funerarie in cui si tumulavano le ceneri delle famiglie altolocate nell’età del ferro.

20121227-215351.jpg

La strada che conduce ai vari siti e’ molto peggio del previsto. Percorriamo una pista di terra rossa a dir poco dissestata che mette a dura prova i nervi saldi del pilota. Io gli sto attaccata alla schiena come una cozza al suo scoglio, ma piano piano inizio a rilassarmi e quando raggiungiamo la meta siamo quasi dispiaciuti di esser già arrivati. Passeggiamo tra le anfore spezzate in ossequioso silenzio, attenti a non uscire dai sentieri tracciati e mettere un piede sopra una mina vagante. Fede fa pure una pennica, deve recuperare le forze per il ritorno, mentre io mi infilo in una giara come fosse una tinozza. Il paesaggio e’ davvero suggestivo, si respira un’atmosfera magica, quasi apocalittica. Forse i Maya avevano davvero ragione e tra poco apparirà un’astronave aliena di ritorno sulla terra per riprendersi le giare, dimenticate qui migliaia di anni fa…

20121227-215130.jpg20121227-215134.jpg

20121227-215140.jpg20121227-215145.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...