Tramonti sul Mekong

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Giorno 122.

Nel Laos meridionale, il ritmo e’ così sonnolento che non invoglia di certo all’attività più sfrenata. Ci abituiamo benissimo a questo stile di vita, e più scendiamo verso sud, più ci sentiamo annichiliti dalla lentezza che attanaglia la valle del Mekong. Arrivati a Don Det, una delle 4000 isole e isolotti che il grande fiume forma quasi al confine con la Cambogia, la nostra svogliatezza raggiunge l’apoteosi. Con la scusa di un leggero malessere di Giulia, affittiamo un bungalow con tanto di amaca sul lungofiume, e ci accasciamo li immobili per cinque giorni, liquidi come il paesaggio acquoso che ci circonda. La River Garden Guesthouse ha la più rilassante terrazza dell’isola. Scivoliamo nell’afa pomeridiana, inglobati dai cuscini, mentre sulle nostre teste penzolano orchidee e lucine colorate…un vero paradiso. Non facciamo assolutamente nulla, fuorché mangiare ed affrontare qualche sporadica passeggiata pomeridiana alle cascate o al piccolo monastero dell’isola. Diciamo pure che sentiamo il bisogno di prenderci qualche giorno di vacanza dal viaggio, perché per quanto stupendo sia quello che stiamo facendo, la vita sulla strada stanca parecchio, e se non ti riposi ogni tanto diventa un lavoro, e lungi da noi questo malsano concetto..

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Tramortiti dai tramonti più spettacolari mai visti, ci lasciamo cullare dalla placidità del fiume sotto un cielo perfettamente rosa. La sera le donne del villaggio si raccolgono sulle sponde per lavarsi tra i giunchi, avvolte in striminziti parei colorati che conferiscono loro un aspetto molto sexy, i bambini si insaponano a vicenda e si nascondono timidi quando cerchiamo di fotografarli, siamo immersi in un mondo senza tempo ne’ rumori…

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In realtà qualcosa da fare ci sarebbe anche, tipo kayak sul Mekong, avvistamento dei rarissimi delfini d’acqua dolce, tubing sul fiume con camere ad aria di vecchi pneumatici di camion, ma tutte queste attività sono troppo per noi. Si potrebbe anche fare il bagno nel Mekong, uno dei fiumi più famosi del mondo, ma l’acqua non è’ propriamente cristallina, ne’ invitante. Certo, qualche temerario a mollo lo vediamo passare dalla nostra terrazza rifugio, mentre annaspa controcorrente tra isole cespugli o si arena su spiaggette fangose, ma ci sembrava roba da nordici o da qualcuno che non abbia mai visto la Sardegna in vita sua. Anche se poi, a ben vedere, l’acqua della doccia e’ esattamente la stessa, con un sapore terroso che non lascia dubbi sulla sua provenienza. Guardando meglio si scopre l’arcano: ogni bungalow ha due tubi, da un lato scarica la fogna direttamente nel fiume, dall’altro tira su l’acqua per bagni, cucine e lavandini…

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      • Ma no, che dici, non mi provocare. Ora ho capito che lo “svarione” era da imputarsi al correttore automatico (anche se, lo ammetto, subito mi aveva fatto inorridire e sentire in colpa come una vecchia maestra). In realtà ho constatato che sapete scivere non solo molto bene, ma, anzi, con rara efficacia e vivacità. 10 e lode!

  1. ciao. grazie perchè mi raccontate di quella parte di Laos che non ho vissuto per via del poco tempo a disposizione. Ma mi riprometto di tornarci, di ritrovare quel languore sottile che il ritmo del paese e dei suoi abitanti (quando non si fanno di Beer lao o di qualcos’altro)ti trasmettono. Non so se il Laos diventerà economicamente una delle economie emergenti del sud est asiatico perchè passeranno anni prima che gli interessi di alcune grandi potenze abbiano voglia di dirigersi verso questo paese così devastato e povero. ma così come l’hanno deplorevolmente massacrato con i più massicci bombardamenti della storia recente così forse avranno interesse ad occuparlo per sfruttarlo. Se il Laos si salverà sarà soltanto per la sua umiltà e dignità. E forse… anche per la sua pigrizia sonnolenta che vi trasmettono in questa stagione le acque di quello che chiamano il grande padre, quello che detta le regole nel bene e nel male, il Mekong. Notte

  2. Mi sono dimenticata di dirvi una frase molto usata in Laos, se già non l’avete sentita: “bo pen nhang” che significa non preoccuparti, prendila con calma. pensa che mi piace così tanto che la recito decine di volte al giorno in ufficio. Ma qui funziona pochino però. O sono io che devo cambiare qualcosa? Riciao

    • E tutto insieme, tutte le voci,
      tutte le mete, tutti i desideri,
      tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
      tutto insieme era il mondo.
      Tutto insieme era il fiume del divenire,
      era la musica della vita.
      — Hermann Hesse

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