Messico e nuvole

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Giorno 166.

A Vigan sembra di essere in Messico. È l’ultimo esempio ben conservato di architettura coloniale spagnola sopravvissuto alle guerre, ai bombardamenti ed alle catastrofi naturali che bersagliano in continuazione il paese, tipo tifoni e terremoti. Ci arriviamo grazie ad una combinazione incredibile di mezzi di trasporto dalla carrozzeria sgargiante e tempestata di steakers e di slogan appiccicati in un inglese malfermo, come “Dio e’ uno di noi”, ” La via dell’amore” oppure “I cowboys sono tornati”. Il Jeepney e’ un mezzo indescrivibile che sostituisce gli autobus nelle tratte meno frequentate, offre due file di panche in un cassone coperto, trainate da un muso lungo riccamente decorato, stile camion americano. Il tricycle invece rappresenta la versione filippina del moto-taxi asiatico, ed e’ praticamente un sidecar adibito al trasporto passeggeri, da uno fino a nove, in un gioco di tetris fatto di gambe e braccia.

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La cittadina e’ assolata e desolata nell’afa pomeridiana, che le conferisce un aspetto ancora più latino. Qui l’Asia incontra l’Europa ed il Sudamerica, in un tripudio di chiese, piazzette e palazzi dall’aria famigliare. Non c’è moltissimo da fare, ma è piacevole gironzolare tra i vicoli alla ricerca di piccoli scorci da fotografare: portoni scrostati, turisti locali che se ne vanno in giro su calessini trainati da cavalli, un uomo che spinge il carretto dei gelati, una carrozza funebre che attende il prossimo cliente. Passiamo la serata mangiando gelati in Plaza Burgos, mentre i ragazzi del posto si sfidano in interminabili partite a basket, che nonostante la statura media sia alquanto bassa, pare essere lo sport nazionale.

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Le Filippine sono un paese ultra cattolico con un anomala quantità di chiese e basiliche talmente venerate come luoghi di culto da essere innalzate ad edifici dall’improbabile interesse artistico. Gli altarini della vergine soppiantano i tradizionali tempietti asiatici agli incroci delle strade. Tutti, quando vengono a sapere che siamo italiani, ci chiedono con aria costernata delle dimissioni del Papa e di cosa succederà dopo. Siccome a noi non importa una mazza della questione, rispondiamo loro con frasi di circostanza piuttosto vaghe e alquanto sfuggenti…

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