L’isola delle streghe

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Giorno 204.

Basta poco per accorgersi, non senza un briciolo di soddisfazione, di quanto sia inutile portare al polso un orologio in questa parte del mondo. Quando due mesi fa si e’ rotto il mio, regalo di due care amiche, mi sono sentita perduta. Ma ora sto entrando in una nuova dimensione, in cui il tempo non ha lancette, ma soprattutto non ha nessuna fretta. Seguiamo il ritmo della giornata, la luce del sole ed il brontolio dello stomaco, che come sempre domina ogni nostro appetito. Viviamo nel presente, perché lo scorrere del tempo va innanzitutto goduto con serenità…. possibilmente cercando di non perdere l’ultima barca per Siquijor.

La corsa folle che ci spinge fino al porto di Dumaguete ci vede vincitori. Riusciamo a raggiungere l’isola prima dell’inizio della fatale Settimana Santa filippina. Pare che la Pasqua da queste parti si viva con passione viscerale, sull’onda di un fervore religioso collettivo, che come un’infezione si diffonde da uomo a uomo, spingendo un popolo mite e devoto al limite della sanità mentale. In alcune località si organizzano processioni scortate da cori di beghine, che inseguono statue di Gesù, Giuseppe o Maria in dimensioni naturali, ricoperte di fiori che vengono rimorchiate tra la folla a dorso di pick-up. Oppure cortei estatici di uomini seminudi e scalzi che si frustano la schiena a sangue per purificarsi dai peccati, mentre in altri casi viene simulata una vera e propria via crucis, con spettacolare crocifissione finale inclusa. Nella città di San Fernando, per esempio, ogni anno viene selezionato un fortunato vincitore, tra centinaia di volontari in lista d’attesa, per interpretare il ruolo principale della passione di Cristo. Il prescelto viene fustigato, incoronato di spine ed infine legato ed inchiodato mani e piedi ad una croce. E mentre il suo sangue scorre a fiumi, lui, invidiato da amici e parenti, pare esserne il più felice. Inserisco alcune foto reperibili su internet per rendere la follia.

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Grazie al cielo Fede mi risparmia tutto questo, anche se ovunque si aggirano curiosi travestimenti pasquali. Ci rifugiamo sula tranquilla isola di Siquijor, meta scartata dal turismo filippino. Nella superstizione popolare infatti l’isola e’ popolata da streghe e stregoni e i locals, che preferiscono farsi crocifiggere a sangue, la evitano come la peste, perché più che il dolore temono il malocchio. Per nostra fortuna, o sfortuna a seconda dei punti di vista, noi non incontriamo nessuno di questi sciamani, ma in compenso trascorriamo le giornate su spiagge deserte e tra i flutti rinvigorenti delle cascate dell’isola.

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Kayakkiamo nel tramonto ed ogni giorno ci gustiamo una cartolina diversa. Ma la sera scopriamo con sommo disgusto quanto possano essere voraci i nik niks, altrimenti noti come sandflies o mosche della sabbia. Questi piccoli bastardi ti mordono senza che tu te ne accorga mentre ignaro di tutto ti crogioli al sole, lasciandoti in dono decine di puntini rossi e urticanti, pronti ad infettarsi non appena ti gratti. E considerando che il prurito e’ micidiale e dura alcuni giorni, ci ricopriamo entrambi di croste purulente. Tra tutti e due, ne possiamo contare un centinaio. Anche il paradiso ha il suo prezzo.

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  1. Dimenticare l’orologio e lo scandire meccanico del tempo…..il desiderio, il sogno delle molte persone che vivono la routine…che bello sarebbe permettersi questa libertà, seguendo solo e unicamente le necessità che il corpo o la mente segnalano! Darsi un permesso? Scegliere un’ altra vita? …mah!… Parebbe facile a dirsi, non così semplice da concretizzare, forse! Sto scrivendo da scuola in attesa di entare in classe (in realtà dovrei essere in pensione se la bastardissima legge Fornero non mi avesse bloccato)…il campanello, collegato all’orologio, sta per suonare! Buona giornata di sole, caldo e libertà…bacio, Giulia!

  2. Vi siete documentati bene sulle mosche del deserto? Sicuri che il danno maggiore siano solamente le croste purolente ?Occhio ragazzi!!!
    Realismo materno …..Baci mamma

  3. Oh nooooo!l hai perso il ns orologio!!! Non ti preoccupare vorrà dire che la prossima volta che ci rivedremo te ne regalo un altro non per scandirti il tempo ma per ricordare due amiche .Ciao amica , un bacione

    • Ciao Anna!! Si l’orologio si è rotto e ho dovuto abbandonare i resti!!! Ora devo guardare l’altezza del sole per sapere che ore sono.. Sarà per questo c’è siamo sempre in ritardo??? Tanto bene..

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