La casa

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Giorni 293-305.

L’aeroporto internazionale di Dili e’ di quelli brutti davvero. Piccolo e sgangherato, ci preannuncia la povertà della capitale e del paese in generale. Da brava ex colonia portoghese ha conservato la lingua della madrepatria, cosa che ci fa un po’ sorridere…notiamo anche tante facce europee fuori dall’aeroporto. Due di loro, quelle di David e Sara, si offrono di darci un passaggio in centro, mentre ci raccontano in quattro parole la loro storia. Sono portoghesi, da un anno hanno aperto una panetteria in città. Io e Giulia ci guardiamo con aria interrogativa, ci sembra difficile che possa funzionare e poi questa città sembra un posto così triste per vivere. Invece a quanto pare lavorano parecchio e sono in compagnia. Veniamo a sapere, infatti, che a Timor Leste ci sono un sacco di “expats” in gran parte portoghesi emigrati per business, per ragioni governative o di supporto alla neonata repubblica, e tantissimi australiani, spesso assoldati da qualche ONG impegnata in loco, oppure personale delle nazioni unite di varia provenienza.

Scopriamo con preoccupazione che proprio la presenza di tutto questo circo di personaggi contribuisce a mantenere i prezzi degli alloggi e dei ristoranti a livelli assurdi per uno dei paesi più poveri dell’Asia e forse del mondo. Trovare una stanza a meno di 45-50 dollari e’ quasi impossibile, uno shock per noi abituati a spenderne un decimo in Indonesia…l’unico posto economico, e’ naturalmente pieno per settimane. Ci sentiamo quasi male mentre, sotto una pioggia inclemente, visitiamo camere scadenti a prezzi europei. Ma non era la stagione secca questa? In giro ci dicono che erano vent’anni che non pioveva così a luglio… Poi finalmente una botta di culo, perché chiedendo qua e la, un ragazzo con un piede spappolato da una mina ci accompagna in un bar che forse ha stanze in affitto. Con grande sorpresa scopriamo che si tratta di un vero e proprio appartamento, con cucina, salotto e terrazzo vistamare…costa “solo” 35 dollari a notte, ma è molto carino e poi possiamo sempre risparmiare sui pasti cucinando in casa…non ci pensiamo due volte e lo prendiamo al volo. Dopo 10 mesi di viaggio, abbiamo di nuovo una casa, una sensazione strana ma anche piacevole…e poi dovendo aspettate una settimana le pratiche per il visto, siamo contenti di avere un posto confortevole in cui trascorrere le giornate di attesa, dato che la città e’ tutto, fuorché bella…

Il lunedì mattina ci presentiamo ben vestiti e profumati al consolato indonesiano, che ormai sappiamo come funzione, facciamo la coda e quando e’ il nostro turno la signora faccia di culo ci dice che le nostre foto non vanno bene: per qualche arcano motivo vogliono che le nostre belle faccine vengano stampate su sfondo rosso. Ma rosso? Questa e’ davvero nuova… La tensione sale. Un gentile personaggio si offre di accompagnarci nell’unico posto in città che fa questo tipo di foto, naturalmente dalla parte opposta. Ok, facciamo le foto, prendiamo un taxi e siamo di ritorno al consolato. Rifacciamo la coda, e quando e’ di nuovo il nostro turno, nonostante manchi quasi un’ora alla chiusura, la stessa signora chiude la serranda dicendoci che per quel giorno avevano già troppe richieste. Per me stavolta e’ davvero troppo, sono una bomba ad orologeria pronta ad esplodere definitivamente. Per fortuna Giulia legge bene la situazione e mi trascina fuori prima che possa fare danni…sono furioso e passo il pomeriggio a sbollire la rabbia. Il mattino dopo torniamo alla carica, stavolta sembra tutto in regola, e veniamo ammessi allo sportello vero e proprio. In teoria i visti dovrebbero durare 60 giorni, ma quando e’ il nostro turno l’ufficiale ci dice di tornare dopo due giorni a ritirare il nostro visto di 30 giorni. Credo di non aver capito bene, e lo correggo dicendo “60 giorni”, e lui “no, no solo 30″…cazzo ma allora ce l’avete con noi!! Insisto che per legge il visto DEVE essere di 60 giorni, lui ribatte che da loro e’ di 30 e di togliermi in fretta dai piedi, perché o così o niente. Ripasso mentalmente tutte le principali bestemmie conosciute, vorrei spaccare tutto, ma ancora una volta Giulia mi salva tirandomi via a forza…

Dedichiamo i giorni seguenti al relax, alla spiaggia e ad un paio di costose immersioni. In una di queste la sfiga si accanisce ancora contro di me, infatti riesco a rompere il boccaglio dell’erogatore mentre siamo in piena immersione. Passo in fretta a quello di riserva, come da manuale, ma anche quello non funziona, perché ad ogni respiro mi ritrovo la bocca piena d’acqua… A 20 metri di profondità non e’ facile comunicare con l’istruttrice, la quale in mancanza di alternative mi propone lo scambio dell’attrezzatura sott’acqua…e’ una manovra difficile, da sub esperti, ed io ho 8 immersioni alle spalle…eppure in qualche modo me la cavo, mi contorco come un’aguglia tra tubi e spallacci, Giulia mi da una mano, e alla fine riusciamo a continuare.

Il giorno dopo torniamo in consolato a ritirare i nostri visti e scopriamo con stupore che inspiegabilmente ci hanno dato 60 giorni…non ne capiamo il motivo, ma va bene così, voglio smettere di cercare di capire questi figli di una burocrazia folle. Torniamo a casa felici, ci compriamo una bistecca di sottofiletto per festeggiare e finalmente siamo pronti a ripartire…o almeno lo crediamo, perché il giorno seguente mi sveglio con la febbre a 38 e la sensazione di essere passato sotto un treno…ripenso e maledico il tassista di due giorni prima che era palesemente influenzato, talmente mal ridotto che sul momento ho addirittura pensato che fosse strafatto di crack…comunque sono KO, non possiamo muoverci perché passo 4 giorni a letto in condizioni miserevoli. Quando mi riprendo, naturalmente tocca a Giulia…4 o 5 giorni di morte apparente anche per lei…e in totale fanno ben 17 giorni inchiodati a Timor Leste…e mentre scrivo siamo ancora qui, anche se domani dovrebbe essere la volta buona…meno male che almeno avevamo una casa…

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  1. Ciao Fede e Giulia, ultimamente diverse avventure vi capitano., a Fede non perdere mai le staffe negli uffuci del consolato, ti capisco,manni fa’ ho buttato passaporto nel consolato per 50giorni non sono riuscita ad riaverlo!!! Sono impegnata tuttini giorni cn il mercatino , c’e molta crisi qua’ , la gente non spende, speriamo nei prossimi giorni di guadagnare perch’e i primi di novembre vorrei ripartire!! Cari ragazzi buon proseguimento e buon tutto!!

    • Fede non è famoso per la sua calma quando si tratta di aver a che fare con quelle che lui ritiene ingiustizie.. Prima o poi me lo arrestano.. Dove vai a novembre? Se sei in India ci vediamo.. Tieni duro.. Un bacio

  2. ragazzi miei leggerVi mi fa tremare di paura….ma vederVi rilassati in una casa mi riempi di gioia! e quindi ogni volta con voi è un susseguirsi di paure e gioie….dopo tutte queste avventure vi consigliere di scrivere nn solo un blog….ma un vero libro! secondo me andrebbe a ruba! 🙂 🙂 baci e abbracci anche da Mike…a presto! buon proseguimento di viaggio….

    • Ciao Elena e Mike!! Questa volta ce la siamo vista brutta.. A letto con la febbre tutti e due.. A fare a turno per chi doveva andare a far la spesa e cucinare.. Per fortuna e’ passata.. Tanti baci a voi!!

  3. Ciao carissimi,leggendo le vostre avventure/disavventure eravamo incerti se ridere o incazzarci pure noi. Noi siamo ancora a Bali, Il nostro visto scade il primo agosto ma il 27 di luglio andremo a Kota Kinabalu per 5 giorni sperando che i figli di puttana siano tutti a Timor. Comunque la moglie indonesiana di un italiano che vive a Bali ci farà una lettera da presentare al consolato specificando che il visto ci serve per motivi di studio o altro in modo tale che così potremo estenderlo ancora per 4 mesi altrimenti senza la lettera di una persona che fa da garante non sarebbe possibile. Speriamo bene ma li vedo così convinti che quasi ci credo. Ci dispiace molto per i vostri casini ma per due super viaggiatori come voi ci vuole ben altro per fermarvi. Sempre con la speranza di incontrarvi ancora vi strasalutiamo affettuosamente. Baci e ricordatevi che:E’ DURA LA VITA DEL VIAGGIATORE !!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Ciao ragazzi.. Noi il visto lo abbiamo fatto a Tawau, sempre in Borneo, dove non ti chiedono niente, ne voli, ne sponsor e te lo rilasciano in due ore.. Sappiamo da altri viaggiatori che anche a Kota Kinabalu dovrebbe essere abbastanza facile.. Per quanto riguarda le estensioni dipende tutto dall’ufficio in cui vai.. insomma ci va culo e basta.. Allora avete deciso di prolungare il giro in Indonesia? Troppo bello.. Noi adesso siamo a Flores.. Speriamo di incontrarci.. Vi pensiamo spesso.. Un abbraccio a voi!!

  4. ….e dalle foto pare anche una casa carinae pulita per la gioia vostra e anche un po’ delle mamme…o no?! evviva! buona continuazione!

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