Un mondo perfetto? – Il Giappone dalla A alla Z

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Giorno 385.

ARIGATO – Vuol dire grazie ed è sempre accompagnato da un leggero inchino che noi cerchiamo di emulare, con risultati piuttosto goffi e rigidi. E’ l’unica parola che conoscevamo in giapponese, insieme a “sushi” e “tsunami”, ed anche una delle più rappresentative di una cultura dove l’educazione e’ un comportamento socialmente sentito e ampiamente diffuso.

BAR A TEMA – In Giappone le inventano proprio tutte. Dai locali per i fanatici dei fumetti a quelli dove le cameriere si travestono da bambole sexy con tanto di spettacolo. Poi ci sono bar dove conigli sornioni o gattoni pelosi scorrazzano liberamente, lasciandosi accarezzare tra una tazza di te e l’altra. La tariffa si aggira sui 1500 yen all’ora, consumazione escluse. Solo per amanti del genere animal. BIDONI PER L’IMMONDIZIA – Altro che Singapore! In Giappone le città sono pulitissime, nessuno butta cartacce, sigarette, spazzatura per terra. Però in giro non si trova mai un bidone quando serve. Non possiamo far altro che riempirci le tasche di immondizia fino al ritorno in ostello per evitare di passare per i soliti italiani sudicioni. Come facciano i giapponesi, non è dato sapere. Il caso resta tuttora aperto.

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CESSI ELETTRONICI – Bellissimi quelli all’interno dei migliori centri commerciali: musichette paradisiache ti accolgono all’entrata, aromi esotici ti avvolgono in un profumato abbraccio, ed una tazza super tecnologica piena di pulsanti, che servono presumibilmente a far godere l’utilizzatore della massima pulizia delle parti intime direttamente sul posto, si prepara ad accogliere le tue delicate evacuazioni. Tutto perfetto fino al momento di tirare l’acqua: non si sa letteralmente dove mettere le mani. Nel dubbio, ci allontaniamo furtivamente dal luogo del misfatto, sperando che il marchingegno si metta in funzione da solo. O almeno di non venire colti sul fatto da qualche inserviente.

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DIVISA DA SCOLARETTA – Diffusissima tra le vere scolarette e le teen-ager, ma non solo. Perché l’uomo nipponico e’ portatore di una passione viscerale per lo stile lolita in divisa, con tanto di gonnellino a quadri, camicetta azzurra, calzettoni di lana fino al ginocchio e mocassino. Così, e’ tutto un fiorire di negozi specializzati in questo genere di abbigliamento, anche per chi liceale non lo è più, magari da un bel pezzo. Il divertente e’ immaginarsi impeccabili signore mature agghindate nell’intimo della propria camera da letto come quindicenni in gita scolastica…che all’atto pratico si tolgano almeno calze contenitive e panciera, please!

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EFFICIENZA – Quando si pensa, come a un miraggio, ad un paese in cui tutto funziona alla perfezione, ecco che questo luogo idilliaco esiste davvero. Il Giappone ci appare un’oasi felice in cui tutto è strutturato per venire in contro al cittadino, per semplificargli la vita, per risparmiare tempo. Forse siamo noi Italiani a non essere abituati a tanta efficienza e per questo rimaniamo così affascinati dalle cose più ovvie, come una rete capillare di servizi igienici sempre puliti e dotati di carta igienica, un sistema di trasporto pubblico economico e puntuale, personale ovunque gentile e disponibile, come dai servizi più curiosi, le biciclette a gettoni, il forno a microonde all’uscita dei supermercati, le numerose lavanderie a gettoni e i bagni pubblici di quartiere. Puliti e senza puzza, ovviamente…

FUJI – Il monte sacro c’è, si trova su tutte le cartoline e nei negozi di souvenir, ma non si vede mai! Perennemente coperto di nuvole, si lascia accarezzare da noi quando ci avviciniamo la sera alle sue pendici, fiduciosi in un colpo di fortuna per la gita del giorno seguente. Al mattino però, appena usciti in bicicletta in una giornata di sole pieno, nubi beffarde si addensano sulla vetta, impedendoci la vista. Ci accontentiamo di un piatto di sushi consumato su una panchina in riva al lago con mezza vista, ma c’è di peggio nella vita…

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GEISHA DELLA DOMENICA – Le vedi gironzolare per le vie turistiche, e ti rendi subito conto che sono dei tarocchi. Sgraziate nei loro kimono stretti, si aggirano con tanto di teleobiettivo al collo, per una foto ricordo old school. Di solito sono bruttine, probabilmente quelle carine non hanno bisogno di coprirsi di ridicolo per vivere il proprio momento di gloria.

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HOTEL DELL’AMORE – In una città come Tokyo, dove i costi degli appartamenti sono proibitivi, e’ normale che i giovani continuino a vivere con i genitori fino al matrimonio. Però anche loro avranno bisogno di privacy, per cui ecco spuntare come funghi questi alberghetti adibiti ad alcove a ore per giovani lussuriosi. E non sono posti affatto squallidi come si potrebbe immaginare, anzi sono puliti e curati, molti propongono addirittura un arredamento a tema ed in generale offrono un ottimo rapporto qualità prezzo.

INQUINAMENTO – Anche nelle grandi città, l’aria e’ sempre pulita, ed una passeggiata in centro non ti lascia le mucose annerite dai gas di scarico, come succede invece in tutto il resto dell’Asia.

LOOK ANNI OTTANTA – Lo stile Madonna dei primi tempi mi ha sempre fatto schifo, ma evidentemente in Giappone la pensano diversamente. Un giro a Shibuya, e ti ritrovi di colpo sbalzato in un videoclip di Boy George o degli Wham, con tanto di pantaloni tipo “acqua in casa”, vita altissima e colori fluo che fanno a cazzotti tra loro. In qualche armadio dovrei ancora avere dei rimasugli di quando ero ragazzino, appena torno parto all’attacco su eBay..

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MANGA PORNO – Frequentare il reparto vietato ai minori dei negozi manga ti apre una finestra su un mondo sconosciuto e per certi versi anche intrigante. Le più perverse abitudini sessuali dei giapponesi trovano sfogo nei fumetti porno, con tutta una serie di gadget annessi. Il più simpatico e’ senza dubbio il cuscinone double face delle più belle sexy eroine con le puppe e le natiche in rilievo. Da una parte nude, dall’altra vestite da scolarette sexy. Solo per veri intenditori.

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NEOGOTICO – Stile in voga tra le giovanissime che si strizzano dentro corsetti borchiati dai colori dark e gonnelline a palloncino con tanto di cerchio rinforzato. Corredano il tutto accessori di vario genere, come calze a rete, numerosi piercing facciali, ciuffi di capelli tinti o cotonati, mantelline alla cappuccetto rosso, anfibi zeppati o in alternativa i più classici stivaletti rinascimentali.

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ONSEN – La tradizionali saune Giapponesi, chiamate anche bagni pubblici, sono un’esperienza da non perdere. Costano pochissimo, per questo sono molto frequentate, e si trovano ovunque, almeno una per ogni quartiere. Un retaggio del passato, quando le vecchie case giapponesi non disponevano di bagni privati e le saune diventavano luogo di incontro e socializzazione. All’interno vige una rigida separazione dei sessi, dato che si entra completamente nudi, e vinta una prima resistenza mentale, ci si abitua in fretta alla cosa, data la naturalezza del comportamento degli indigeni. Nel reparto maschile esiste un sano cameratismo che spinge i più giovani, probabilmente i figli o i nipoti, a lavare amorevolmente la schiena ai più anziani, in segno di rispetto. Mi ritrovo a sorridere nel vedere confermate le tesi secondo cui gli uomini asiatici sono meno dotati “della virtù meno apparente, di tutte le virtù la più indecente…”, e per una volta mi rendo conto di cosa dovevano provare certi miei compagni di squadra superdotati nel fare la doccia con noi comuni mortali! Nel reparto femminile intanto Giulia sembra essere l’attrazione di turno. In quanto unica straniera, bionda e depilata, cattura gli sguardi curiosi delle compagne di sauna. Scopriremo più tardi che la depilazione delle parti intime e’ prevalentemente diffusa tra le prostitute, per questa ragione soprattutto le signore di una certa età preferiscono coltivare l’aiuola a bosco per dimostrare al vicinato di essere persone rispettabili. OTAKU – Gli sfigati di nuova generazione. Di età variabile, non lavorano e vivono ancora con i genitori. Passano il tempo sui social network e soprattutto a leggere fumetti manga, da cui sono ossessionati. Chiusi nel proprio mondo virtuale, escono solo per recarsi nei negozi specializzati ad acquistare le ultime novità fumettistiche. Sono maschi e femmine, e proprio tra queste ultime la tendenza ha avuto recentemente un grande boom, con tutto un fiorire di una produzione per sole donne.

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PIEDI IN DENTRO – Non si capisce bene se sia una moda o una deformazione genetica, ma le ragazze giapponesi, soprattutto le più giovani hanno spessissimo i piedi che guardano all’interno. Tanto che a volte si fatica a capire come facciano a stare in posizione eretta.

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QUARTIERI A LUCI ROSSE – Quello dietro la stazione di Shinjuku, a Tokyo, e’ il più famoso. I locali equivoci pullulano, offrendo una vasta gamma di servizi ai clienti. La prostituzione e’ legale, ma per una strana vecchia legge, il rapporto completo classico ne’ escluso. Tutto il resto, e dico proprio tutto, e’ lecito. Chi ha orecchie per intendere, intenda…

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REPARTO GASTRONOMIA – Parleremo anche sempre di cibo, ma frequentando assiduamente i reparti gastronomici dei supermercati o dei centri commerciali giapponesi, e’ impossibile fare altrimenti. In vendita c’è di tutto, e a noi “gaijin”, rozzi stranieri, sembra tutto eccezionale. Dal sushi appena preparato alla tempura, dalle super insalate ai dolciumi, c’è davvero di che dare di testa. Soprattutto perché, dopo le sette di sera, i prezzi vengono tagliati dal 30 al 50 percento, con tanto di ressa per accaparrarsi i pezzi più pregiati. Noi impariamo presto la tecnica del risparmio, anche se alcuni arzilli vecchietti giapponesi sono imbattibili, dei veri professionisti dello sconto…

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SUSHI – Di gran lunga il nostro cibo preferito. Incuranti delle possibili contaminazioni post-Fukushima, ne facciamo vere scorpacciate, anche perché la qualità e’ altissima, e i prezzi competitivi. Certo, i migliori locali sono inavvicinabili, e ci chiediamo quali prelibatezze possano offrire, dato che siamo già entusiasti dei semplici “kaiten zushi”, i sushi train per intenderci.

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TACCHI A SPILLO – Per chi si ritrova a fine giornata i piedi gonfi, massacrati da chilometri percorsi in infradito, resta un mistero come facciano a sopravvivere le deliziose signorine giapponesi in tacco dodici, le più modeste, quindici le più sfrontate…e non e’ che stiano ferme tutto il giorno, anzi camminano a velocità supersonica…

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UDON – Un’entusiasmante scoperta gastronomica, anche nella variante Soba, cioè di grano saraceno. Si tratta di tagliolini tagliati spessi, a sezione quadrata, che vengono proposti in locali specifici in diversi modi. I noodels vengono scottati e poi serviti caldi o freddi, con diversi intingoli come accompagnamento, dalle salse non ben specificate, alla tempura, ai panetti di riso e tonno, tipo quelli che si vedono sempre nei cartoni animati giapponesi, di cui era famoso produttore Marrabbio, il padre di Kiss me Licia. Super. UOMO CAVALLO – Abbronzati, muscolosi, sudati. Sono i galantuomini più ambiti dalle turiste straniere e locali. Scorrazzano le clienti nel centro cittadino tra una spiegazione turistica, una battutina ed una foto ricordo. La versione asiatica dei gondolieri veneziani insomma.

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VIDEOGIOCHI – Per un cultore delle vecchie consolle Nintendo e Playstation 1, un giro in una sala giochi e’ d’obbligo. Qui si trovano i veri professionisti, e anche se i giochi non sono più quelli della mia infanzia, mi ritrovo a guardare estasiato i ragazzini giapponesi sfidarsi a colpi di gettoni nelle più svariate discipline. Non avranno una vita sociale, ma in quanto a video games, lasciateli stare…

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ZONA FUMATORI – In Giappone non si fuma per strada, stop. Esistono aree in cui intossicarsi liberamente, all’aperto ma seminascosti da muretti e paratie. L’unica eccezione e’ la città di Osaka, in cui i libertini possono sbizzarrirsi senza paura di essere ferocemente multati.

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  1. Sapevo di Singapore, ma non conoscevo quel lato del Giappone. Molto interessante. Grazie per condividere tutte queste storie. Continuo a leggerle con gran piacere. Riesco a vedere come quel libro sta prendendo forma.:-)

    • Grazie Roberto, siamo sempre in ritardo coi racconti, ma cerchiamo di non mollare.. Anche se a volte, sembrerà incredibile, ma non abbiamo il tempo di scrivere nemmeno due righe!!! I giorni volano..

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