Il cielo capovolto

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Giorno 435.

L’arrivo a Delhi, specialmente per chi ci sbarca per la prima volta dalla confortevole Europa, può essere decisamente traumatico, tanto da far chiedere a molti “ma che cazzo ci sono venuto a fare?”. Traffico impazzito, mucche per strada, puzza di merda, gente che dorme sui marciapiedi, un rumore assordante, spazzatura dappertutto. Insomma, un idillio. E soprattutto, una marea incessante di rompicoglioni che vogliono venderti di tutto, dal charas agli occhiali tarocchi, dai passaggi in autorickshaw per guesthouse fasulle a qualsiasi sorta di ben di Dio che ci si possa sognare. L’India di oggi e’ un grande bazar, che vende tutto, forse anche la propria anima. Spesso mi sono sorpreso a desiderare di avere un lanciafiamme ed incenerirli tutti. Ma grattando la superficie caotica e deprimente della miseria più nera, si scopre una città affascinante e, a suo modo, bella. Soprattutto la parte vecchia, quella che sta vicino alla grande moschea del venerdì, la più grande del paese. E non che c’è ne siano poche, dato che in India se ne contano circa 400.000, più di qualsiasi paese musulmano al mondo.

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Passeggiando nei vicoli stretti, superando carri trainati da buoi giganteschi, e facendo attenzione ad evitare canali di scolo, cacche di mucca e mendicanti lebbrosi, si scopre un mondo antico di lavori scomparsi. Ciabattini, decoratrici di vasi in terracotta, barbieri di strada, pulitori di orecchie….da uno di questi mi faccio intrappolare, e voglio metterlo alla prova, dato che da un po’ di tempo mi sento i tappi. L’uomo, vestito di bianco e con i capelli colorati alla henné, tira fuori i ferri del mestiere e si mette ad esplorare l’interno del mio cranio. Dopo pochi secondi tira fuori tali schifezze che sono ben contento di essermi fatto alleggerire di 100 rupie, una cifra spropositata, quasi un euro e mezzo. Giulia assiste con orrore, per dieci minuti non riesce a parlarmi. Si avvicina un nugolo di curiosi, attratti dal bianco che si fa spulciare. Qui la pulizia delle orecchie e’ una pratica molto comune, anzi se non la fai almeno una volta al mese sei uno schifoso.

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I negozi hanno i nomi degli dei dello sterminato pantheon hindu’, un po’ come se da noi ci fossero i vari “Da Gesù Cristo occhiali”, “Trattoria dalla Madonna”, “Chiavi e chiavistelli San Pietro”… In perfetto equilibrio, un uomo dorme tra il manubrio ed il sedile del risciò, un tizio vuole a tutti i costi che lo fotografi, lui e le sue braccia innaturalmente corte. Un altro ancora, insieme al nipote, lancia pezzi di agnello alle aquile che volteggiano intorno alla moschea. In un paese dove tanti bambini sono denutriti, anche questo e’ un modo per ingraziarsi il favore del signore. Un grasso personaggio con un sorriso che abbraccia tutta l’India mi offre un piatto di biryani fumante, mentre a pochi passi una ragazzina dorme beata su un carretto di vestiti usati, i clienti non sono troppo schizzinosi…

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Visitiamo il Lotus Temple ed il Red Fort, la grande fortezza degli imperatori mogul del diciassettesimo secolo e soprattutto la magnifica tomba di Humayun, uno dei più famosi tra questi. La luce del tramonto incendia l’arenaria rossa dell’edificio, lasciandoci abbagliati dal contrasto tra splendore e miseria tipico di questa città, paradigma dell’intera nazione. Perché l’India e’ questa, un momento ti sembra di odiarla, quello dopo la ami, e non c’è niente da fare…a volte succedono cose così incredibili, che se non le vedi con i tuoi occhi, vuol dire che nella vita ti sei perso qualcosa.

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  1. Il rito di pulizia o purificazione del canale auricolare….i mestieri dimenticati e scomparsi….si potrebbe portare tutto anche qui e reinventarlo per risolvere il precariato! Stiamo diventando quasi una Dehli nelle mani di questi governanti scellerati!!!! Intanto coi piano piano siete arrivati al 435° giorno e mi pare ieri che siete partiti per l’avventura della vita! Come si dice…il tempo vola e fra poco nascerà la nostra piccola Zoe! Quando verrete a conoscerla? Besos raga!!!!

  2. Mi avete fatto rivivere alcuni giorni del nostro 1′ viaggio in India….sempre affascinante e mistica!! Buon proseguimento Ciao Claudia da Asti

  3. Non capisco se la smorfia che fai è per il dolore o per paura o magari è solamente solletico.
    Certo è che sei stato un bel incosciente lasciarti infilare un ferro di dubbia pulizia in un orecchio
    con il rischio di bucarti un timpano.Troppo buona Giulia a non parlarti per 10 minuti……….

    • Tranquilla mamma, non era dolore, solo fastidio di farsi infilare un ferro nell’orecchio. Comunque in India lo fanno tutti, non c’è da preoccuparsi. E ne e’ valsa la pena, data la quantità di schifezze che e’uscita fuori!!

  4. Belli bravi e veri viaggiatori, ci precedete nelle mete che faremo anche noi perciò leggervi è ancora più interessante e accattivante.Solo chi è stata in India da viaggiatore può ritrovarsi sulle vostre parole, per noi resta sempre la meta preferita e a giugno quando calpesteremo il suolo indiano saremo sicuramente felici ed entusiasti di un’ avventura che durerà un anno e saremo sicuramente travolti da quella energia che solo in India puoi trovare. Super baci dai vostri Gino Manu

    • Ciao ragazzi!! L’India e’ sempre eccezionale, noi ci siamo innamorati del Ladakh in questo viaggio…ma voi non lo sapete ancora che quasi due settimane fa l’abbiamo abbandonata per il Sudamerica! Dopo 5 visite, abbiamo capito che stavamo iniziando a dare tutto per scontato, così si è deciso, dal mattino alla sera, di prendere un’aereo per il Brasile!! E siamo contenti della scelta, anche se l’India rimane sempre nei nostri cuori!

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