Ilha Grande

Standard

Giorno 458.

La prima volta che ho sentito il richiamo d’amore di una scimmia urlatrice credevo di avere un branco di cani selvatici alle costole. Questi simpatici ed innocui animaletti, dalla bocca smisuratamente grande, hanno sviluppato una voce terrificante e possente per attirare le compagne e spaventare i poveri escursionisti come me, che ignari arrancano sui sentieri di Ilha Grande. Perché sull’isola non ci sono strade e l’unico modo per raggiungere le spiagge e’ scollinare a piedi, nel bel mezzo della giungla, tra frotte di scimmie urlanti, oppure aprire il portafoglio e noleggiare una barca.

20140106-000735.jpg

Ci sistemiamo nel pittoresco villaggio di Vila do Abraao, dove per accogliere i turisti le variopinte case dei pescatori si sono trasformate per magia in ristoranti, hotel, campeggi e tour operator. Chi non dispone di capitali, partecipa comunque al business inventandosi noleggiatore di kayak, affittamaschere e boccaglio, venditore ambulante di ciondoli e conchiglie rigorosamente Made in China. Alcune vecchie intraprendenti sbarcano il lunario grazie ad un remunerativo commercio di ghiaccioli alla frutta, improvvisato sull’uscio di casa.

20140106-000610.jpg20140106-000617.jpg

Dividiamo la camera con una coppia di giovani tedeschi fanatici dell’ordine, che la sera si sprangano in camera con ventilatore ed aria condizionata spenta. Dopo una notte di sudario, iniziamo una guerra fredda a colpi di telecomando. Alza la temperatura, abbassa la temperatura. Il secondo giorno di scontri perdiamo a tavolino per assenza di corrente elettrica. Però un violento temporale trasforma il letto dei barbari alemanni in una cascata d’acqua. Mi piacerebbe raccontare di aver fatto io un buco nel tetto, per vendetta, ma non sono stata tanto lungimirante.

Quando salpiamo per il tour dell’isola ci portiamo appresso uno zainetto pieno di aspettative. Il brasiliano muscoloso dell’agenzia all’angolo, che ci ha rifilato un bel pacchetto Laguna Azzurra, Baia de Angra e spiagge, ci ha garantito il il miglior snorkelling della zona, ovviamente ad un prezzo da strozzino. Ma dopo due mesi di Filippine e cinque di Indonesia, la giornata si rivela davvero poco entusiasmante. L’acqua della baia e’ verde e torbida. Passiamo accanto a enormi navi da crociera, petroliere e piattaforme di non si sa bene cosa. L’immondizia galleggia ai lati della barca. La famosa Lagoa Azul e’ di un sospetto color verde bottiglia e quando ci tuffiamo non si vede il fondo, non si vedono i pesci, non si vede niente di niente, a parte un bel verde denso e mucillaginoso che da quasi le nausea. Mi chiedo se il brasiliano muscoloso abbia mai fatto snorkelling in vita sua.

20140106-001301.jpg20140106-001306.jpg

La barca degli ubriaconi ci raggiunge un’ora dopo. La vediamo da lontano, e’ quella dove la caipirinha scorre a fiumi, compresa nel prezzo dentro graziosi secchiellini con ombrello colorato. Gli altoparlanti sparano musica a tutto volume, mentre machos muscolosi grigliano salsicce (?) sul retro dell’imbarcazione e ragazzine prosperose ballano sul ponte nei loro micro bikini. Pronti, partenza, via e tutti si lanciano in acqua con un tubo galleggiante per non annegare. Manca solo Renzo Arbore con un casco di banane sulla testa che canta “Cacao Meravigliao”, poi per oggi le ho viste proprio tutte.

20140106-001043.jpg20140106-001100.jpg

Decidiamo di affrontare il resto dell’isola a piedi, in compagnia dei nostri nuovi amici Laura e Luca di Desenzano sul Garda, che si riveleranno camminatori instancabili. Ci spariamo tra i quindici e i venti chilometri al giorno, per raggiungere le spiagge remote sul lato opposto dell’isola. E finalmente i paesaggi sembrano usciti da un’altra cartolina. Scopriamo presto di aver a che fare con un maratoneta sulla trentina, fanatico della corsa, ed uno scricciolo di ventidue anni talmente leggera che i piedi le volano in salita. Fede ed io, provati dalla calura e dagli antibiotici, fatichiamo a stare al passo, anche se non vogliamo ammetterlo. Così arranchiamo in silenzio, sudando come bestie e cercando di risparmiare il fiato.

20140106-000929.jpg20140106-000934.jpg

20140106-000940.jpg20140106-000945.jpg

Ci salutiamo con un abbraccio veloce, i nomi e gli indirizzi, e la speranza davvero di reincontrarci ancora con questa giovane coppia piena di iniziativa. Ma non oggi, noi andiamo verso sud, loro salgono al nord, verso la Bolivia. E poi corrono, corrono sempre, anche oggi ci staccano lungo la strada verso la stazione degli autobus. E’ meglio che iniziamo ad allenarci in vista del prossimo incontro. Ciao ragazzi, mucha suerte!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...