Hotel California

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Giorno 530.

Mauro, “El Pajarero” di Santiago fa l’osservatore di uccelli a Villa O’Higgins, alla fine della strada. La Carretera Austral termina qui, dopo 1200 chilometri di sterrato attraverso la Patagonia cilena. Dopo, la terra si sgretola in centinaia di isole, fiordi, laghi e montagne. Mauro ci accoglie nel suo eco-camping in cui tutto è riciclato e riciclabile, compresa la cacca. Il suo orgoglio e’ il bagno secco, che tramite un imbuto separa i rifiuti liquidi da quelli solidi, e dove invece di tirare l’acqua, riversi nel wc un paio di manciate di corteccia tritata. Incredibilmente, non puzza. In paese, i gauchos lo chiamano “El Pajarero”, letteralmente l’uccelliere, dato che di passione, più che di professione, e’ ornitologo. Non credo che lo capiscano davvero, ma gli vogliono bene, si vede da come lo salutano e da come gli parlano. E’ il loro compaesano naïf, quello che in un certo senso ha rotto la monotonia e l’isolamento del villaggio, che parla in radio e che ha addirittura una fidanzata straniera.

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Solidarizziamo immediatamente sul tema NoTav. Conosce la questione perché un paio di anni fa sono stati qui alcuni attivisti piemontesi per scambiare informazioni e metodi di lotta. Infatti in Patagonia e’ in fase di sviluppo un progetto di dighe con tanto di enormi cavi dell’alta tensione per portare energia elettrica nel nord del paese, ad alimentare l’impressionante industria mineraria che fa del Cile il paese più ricco del Sudamerica. Tutto questo attraverso un territorio vergine e per lo più incontaminato. Per fortuna il progetto ha incontrato l’opposizione di un gruppo di attivisti, che si stanno battendo contro lo sfruttamento incontrollato della zona e la prevaricazione del governo e delle autorità locali sul volere degli abitanti. Naturalmente anche qui ci sono sindaci e amministratori contro o a favore, a seconda di come tiri il vento politico e di come vengano spartiti i guadagni. Tutto già visto e sentito. Per inciso, il sindaco di Villa O’Higgins e’ a favore. Il paesino appare spaccato, ci sono persino due radio che sostengono interessi contrapposti. Naturalmente Mauro ed i suoi amici raccolgono la nostra immediata solidarietà, mi compro una spilletta “Patagonia sin Represas” per sostenere, anche finanziariamente, la causa. E spero di incontrare il sindaco durante l’imminente festa del paese….

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L’estate in tutto il mondo e’ la stagione dei festival, e la Patagonia non fa eccezione. Arrivano i cowboys dai paesi vicini, anche dall’Argentina, il piccolo campo da calcio si trasforma in un’arena, con intorno gli spillatori di birra e soprattutto le braci con gli agnelli impalati su spiedoni a croce. E’ l’evento dell’anno, il paese chiude e per due giorni dominano i cavalli, i cantastorie improvvisati che cantano di tradizioni in lento ma inesorabile abbandono e soprattutto i cavalieri ed il rodeo, retaggio di un tempo in cui l’essere uomo dipendeva da quanto tempo si riusciva a restare in sella ad un equino renitente. Noi pochi stranieri siamo un’attrazione, tra gli inviti ad una birra ed un’occhiata di troppo alle nostre donne. Ma il clima e’ di festa, gli animali (tranne gli agnelli…) non si fanno male e sono anzi i fantini ad avere spesso la peggio. L’ambulanza arriva due volte, qualche caviglia si contorce un po’ troppo, ma nulla può turbare la rustica sacralità dell’evento.

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Ritardiamo la partenza, un po’ perché nel pueblo si sta bene, un po’ perché i trasporti quasi del tutto assenti ci impediscono di allontanarci. Villa O’Higgins diventa il nostro Hotel California, perché come nella canzone degli Eagles, puoi decidere di partire quando vuoi, ma non puoi davvero andartene… Nei giorni della festa osserviamo altri stranieri aspettare per ore sul ciglio della strada nella speranza di un passaggio che non arriva. Siamo ottimisti, ma quando tocca a noi, alle 8 del mattino, ci sono già sei persone in coda, e zero macchine. Passa uno sfortunato motociclista tedesco con la moto in panne. Lo spingiamo fino al meccanico, che è chiuso e che comunque non avrebbe i pezzi di ricambio per il suo KTM nuovo fiammante. Che sfiga, amigo… Quando raggiungiamo quota quindici autostoppisti disperati iniziamo a pattugliare il paese, in cerca di un pulmino da affittare ma niente, tutti dormono o sono ancora ubriachi per la festa. Dopo un’ora di peregrinazioni ed improperi, riusciamo finalmente a svegliare un tizio che tra gli sbadigli si dice disponibile. Naturalmente il prezzo per portarci al paese successivo, Caleta Tortel, e’ quasi da rapina…ma tant’è…l’alternativa e’ rivolgersi al sindaco, per noleggiare lo scuolabus…e non credo che vedendo la mia spilla si dimostrerebbe molto disponibile, perché io non me la tolgo di sicuro…
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