Lola corre

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Giorno 657.

Lola corre. E ogni tanto si volta per vedere dove siamo. La spiaggia di Punta Sal e’ immensa, un’autostrada di sabbia lambita dal pacifico, dove atterrano e decollano centinaia di fregate dalle zampe blu, pellicani grassi ed altri uccelli marini. Siamo alloggiati in un grazioso hotel a mezza costa, con terrazza panoramica e pergolato di bouganville dove la mattina presto svolazzano i colibrì in cerca di nettare. Però i tramonti sono fantastici. Ogni giorno percorriamo chilometri di costa deserta guardando il volo degli uccelli e respirando salsedine dal mare mosso che non invoglia a tuffarsi. Soprattuto cuciniamo cheviche e giochiamo coi cani. Lola sfida i raggi solari con la sue pelle chiara e piena di efelidi solo per il piacere di accompagnarci nella nostra passeggiata quotidiana. E sospetto anche per la gioia di molestare i vecchi esemplari di fregata che vanno a morire sulla spiaggia. E’ sempre attiva, anche se non vuole fare niente da sola. Ed io la capisco, perché e’ esattamente come me e per la prima volta sento un’affinità elettiva immediata con un altro animale.

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La mattina ci viene a svegliare impaziente, raspando contro la porta, e ci gironzola attorno in trepidante attesa durante le nostre interminabili colazioni. Le piace correre e non vede l’ora di scendere alla spiaggia. Mi chiedo perché non vada a bussare alla porta accanto, dai suoi padroni, per dare loro la sveglia all’alba. Poi mi ricordo che la signora Lindsey, emigrante inglese di mezz’età, saranno almeno trent’anni che non corre, la mole non glielo consente. Il suo compagno peruviano di vent’anni più giovane esce presto per lavorare e Seba, il figlio adolescente, la tratta un po’ come la tonta di casa, ma solo perché non ubbidisce alle esibizioni da circo che lui cerca di insegnarle. E’ incompresa perché fa solo ciò che vuole o forse non ascolta perché anche lei si e’ resa conto che il ragazzo è davvero troppo logorroico e dovrebbe andare in giro a cercarsi una fidanzata, anziché restare a casa con la mamma ad addestrare cani e molestare turisti con le sue sparate.

Se Lola ci regala affetto ed esuberanza, forse anche troppa, Ozzy, come tutti i maschi, dimostra un temperamento più solido ed indipendente. E’ nero come la notte, la pelle liscia come il talco. Li tratto già come i miei bambini. E pensare che la prima volta che li ho incontrati ho avuto un moto di repulsione, perché il cane nudo ha davvero qualcosa di diverso, a cui ti puoi abituare solo col tempo. Il suo aspetto completamente glabro, mi incuteva un certo timore all’inizio, forse perché ripensavo ai cani zombie di Resident Evil. Poi ho cominciato ad abituarmi e persino ad apprezzare quel contatto bollente, di pelle a pelle che ha qualcosa di quasi umano. Un Fede saputello non perde l’occasione di illustrarmi come il cane nudo fosse considerato magico dagli Inca grazie alle sue capacità curative, ed in effetti sembra di avere sempre accanto una borsa dell’acqua calda pronta all’uso. Così ho deciso, e’ come quando conosci una persona simpatica e per sempre ti piacerà il suo nome. Se mai ne avrò uno, sarà un cane nudo, una Lola senza pelo da portare a correre e che non mi ascolta se le insegno tonterie. E se avrà freddo nei lunghi inverni astigiani potrei sempre comprarle un grazioso cappottino di lana…

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